La fascite plantare, ovvero l’infiammazione del legame arcuato, è una patologia molto dolorosa e comune soprattutto tra chi fa sport.
Il legamento arcuato (o aponeurosi plantare) è una fascia fibrosa molto resistente che unisce la zona plantare interna del calcagno con i legamenti delle dita, di fondamentale importanza nella camminata.

Le cause della fascite possono essere:

  • traumatiche: un allenamento eccessivo, ma anche un sovraccarico ponderale
  • l’utilizzo di scarpe poco protettive o inadeguate.
  • artrite o fratture da stress
  • Piede piatto o cavo e la contrattura di alcuni muscoli della gamba (concause) .

Lo stretching aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno, favorendo la guarigione Vediamo alcuni semplici esercizi da effettuare al mattino appena svegli (consigliamo di consultare sempre il medico prima di effettuare qualsiasi esercizio).

1. Seduti a terra su una superficie rigida con la gamba del piede dolente tesa in avanti e l’altra piegata. Il piede colpito da fascite va mantenuto diritto ed appoggiato soltanto sul tallone. Avvolgere un asciugamano o un elastico attorno alla volta plantare del piede dolente ed impugnarlo alle estremità. Delicatamente tirare l’asciugamano verso il corpo percependo la tensione dei muscoli della parte posteriore della coscia e della fascia plantare. Mantenere la posizione per 20-30 secondi e ripetere 3-4 volte. Se la tensione avvertita è leggera riponete l’asciugamano e ripetete l’esercizio inclinando il busto in avanti cercando di tirare verso di voi la punta del piede.

 

2. Con il piede colpito da fascite plantare scalzo e con il ginocchio omolaterale flesso a 90°, appoggiare una lattina ghiacciata sotto la volta plantare. Esercitando una leggera pressione far rotolare la lattina dal tallone sino alle dita e viceversa. Ripetere i movimenti per 3-5 minuti. Questo esercizio è particolarmente utile al termine della seduta in quanto unisce gli effetti benefici dell’allungamento e della propriocezione a quelli altrettanto positivi della crioterapia.

 

 

 

3.In piedi, di fronte alla parete, a circa un metro di distanza. Collocare il piede “sano” in avanti rispetto all’altro. Mantenere la gamba posteriore diritta con il tallone appoggiato a terra e le punte dei piede diritte in avanti. Appoggiare le mani al muro e lentamente inclinare in avanti il busto fino ad avvertire una certa tensione a livello del polpaccio. Mantenere la posizione per 20 secondi e ripetere 3-4 volte. Se la tensione avvertita è leggera anche con il busto molto inclinato, distanziatevi maggiormente dalla parete. Ripetere lo stesso esercizio mantenendo la gamba posteriore leggermente piegata per allungare maggiormente la parte inferiore del polpaccio.

 

 

 

4.Salire su uno scalino con entrambi i piedi. Appoggiandosi alla parete o aggrappandosi alla ringhiera, arretrare il piede dolente in modo che il tallone sia libero di scendere verso il basso. Lentamente e senza forzare troppo l’allungamento abbassare il tallone; non appena si percepisce una leggera tensione al polpaccio fermare la discesa, mantenere la posizione per circa 20 secondi e ritornare nella posizione di partenza. Ripetere 3-4 volte.

 

 

Per altre informazioni sulla fascite plantare puoi leggere L’ articolo su esseredonnaonline.it , da cui sono tratte le illustrazioni di Alice Borghi

 

 

 

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