Se non esistono controindicazioni particolari, è possibile praticare Pilates dopo il terzo mese di gravidanza.
Se la gestante conosce già almeno gli esercizi base del Pilates, prima di rimanere incinta, sarà sicuramente facilitata, ma è possibile comunque svolgere l’attività seguite da un professionista.

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Come noto, l’attività fisica in gravidanza porta numerosi benefici:

  • aiuta a mantenere l’elasticità e il tono muscolare;
  • riduce la percezione dolorosa del travaglio per l’aumento di endorfine (avete presente quella sensazione di benessere che si prova subito dopo l’attività fisica? E’ merito di questi neurotrasmettitori);
  • aumenta la lipolisi risparmiando il glicogeno (si bruciano i grassi);
  • riduce la massa adiposa del nascituro.

Anche lo yoga come il pilates, procura numerosi benefici: riduce le tensioni muscolari, favorisce il rilassamento e l’armonia psicofisica, migliora la capacità respiratoria.

Durante la gestazione bisogna evitare gli esercizi anaerobici lattacidi (quelle cioè che richiedono sforzi brevi e intensi)   e tutte le attività che possono procurare traumi.
Le attività migliori sono quelle aerobiche eseguite con i seguenti accorgimenti:

  • pulsazioni comprese tra il 50/60% della frequenza cardiaca massima teorica;
  • evitare di eseguire esercizi prolungati in ambienti caldo-umidi e in alta quota;
  • eseguire i movimenti lentamente ed evitare quelle attività che comportano sforzi brevi e intensi;
  • attenzione alla corsa e alle attività che impongono un forte impatto con il terreno.

Le variazioni ormonali (estrogeni, progesterone, elastina) causano una lassità legamentosa, pertanto sono da evitare attività ed esercizi che potrebbero provocare sovraccarichi articolari soprattutto nell’area pelvica e sulla colonna vertebrale e movimenti bruschi che provocano repentine variazioni delle condizioni di equilibrio.
Ecco perché è meglio essere seguiti in un programma di esercizi di Pilates con gli attrezzi

DOPO LA GRAVIDANZA

Pilates è ottimo come recupero post gravidanza. Un corretto programma di allenamento post-gravidanza deve, come prima cosa, valutare le condizioni fisiche e fisiologiche della donna.

Una volta esclusa la presenza di situazioni patologiche si procederà con un lavoro specifico e graduale diretto a quei muscoli che durante la gestazione sono stati maggiormente sollecitati.
Inizialmente si dovranno eseguire i “kegels”, cioè esercizi che interessano i muscoli intorno alla vagina, che servono non solo a tonificare i muscoli che sorreggono l’utero, ma anche a favorire la circolazione nel perineo, la guarigione dei tessuti eventualmente lacerati e a prevenire l’incontinenza urinaria, fenomeno abbastanza frequente dopo il parto

Pavimento pelvico - Silvia Gherra per Esseredonnaonline

Fonte illustrazione: www.esseredonnaonline.it

Successivamente, si prenderanno in considerazione l’addome e la schiena. Durante tutta la gravidanza i muscoli addominali sono stati duramente sollecitati e hanno bisogno di un’adeguata ginnastica per tornare a essere tonici ed elastici. Per la schiena puntare sullo stretching privilegiando la tecnica della trazione passiva e dell’allungamento progressivo, e su esercizi per il trofismo dei muscoli lombari e dorsali.

Come terapia complementare per recuperare l’elasticità della colonna vertebrale e risolvere eventuali tensioni muscolari di notevole aiuto potrebbe essere anche l’osteopatia.

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